Cos'è che li fa MUoverE ?

Chi avrebbe detto che una attività così semplice e spontanea - si cammina prima ancora di connettere verbo- poteva determinare una occasione di aggregazione, il ricostituirsi di antiche frequentazioni,risvegliare la voglia di stare insieme e condividere le emozioni di piccole avventure.Eppure guardateli con gli zaini in spalla ripieni di sorprese, attrezzature più o meno consone alla bisogna - animati da spirito di conoscenza, inerpicarsi per boschi e pendii alla scoperta del mondo che li circonda.

Ed allora ci si chiede cos'è che li spinge ad andare ed andare ed andare, cosa cercano, quali le motivazioni.Come al solito è meglio non porsi mai troppe domande:le risposte potrebbero essere deludenti banali scontate.....volgari! Lasciamoli camminare....Non ci interessa dove e perché.

Ci preme che vadano, che vadano ma che vadano pure a...Ecco, appunto!

Brahamana V sec. a.c - Indra esorta Rohita

Non c'è felicità per chi non viaggia, Rohita!
A forza di stare nella società degli uomini,
Anche il migliore di loro si perde.
Mettiti in viaggio.

I piedi del viandante diventano fiori,
la sua anima cresce e dà frutti,
ed i suoi vizi son lavati via dalla fatica del viaggiare.
La sorte di chi sta fermo non si muove.
Allora vai, viaggia, Rohita!
Indra esorta Rohita - (dai Brahamana V Sec. a.c.)

domenica 25 agosto 2013

L'ARROGANZA DI BERLUSCONI

Sembra impossibile. In tutti i consessi civili lo sarebbe. Non qui!
Non in Italia dove la res pubblica e la politica finiscono in barzelletta, dove giuristi, costituzionalisti,
apprendisti stregoni e stregoni reali si riuniscono in consesso per trovare la " Soluzione".
E quale è il problema? Consentire ad un personaggio che, per  tutta la vita, ha sbeffeggiato le regole
della comunità di non esserne espulso, come è stato decretato.

La recente intervista del pentito di camorra Schiavone è agghiacciante:
la camorra, la mafia non si sconfigeranno e non perchè non si possa.
Perchè allora? Perchè gli interessi che si intersecano tra superbanchieri affannati al riciclo, politici terrorizzati dallo spostamento di voti, capitani di industria, occupati tra elusioni ed evasioni,  faccendieri
e portaborse disposti a vendersi  - tutti pupi nelle mani della criminalità - non romperanno il giocattolo.

Quindi la mafia, e l'accezione si può allargare a tutte le mafie: gli Sciacalli di Wall Street e delle pseudo organizzazioni umanitarie, i Trafficanti di armi e di organi, la Cupola dei farmacisti, i Signori della guerra,
i Fagocitatori di territori e di risorse, i Turisti dei paradisi fiscali, dei paradisi sessuali,
i Seminatori di morte del traffico di droghe....e l'elenco delle nefandezze continua a lungo- si potrebbe sconfiggere...se solo lo si volesse veramente.

Perchè la mafia? Perchè il comportamento di Berlusconi e dei suoi innummerevoli accoliti è mafioso:
vuole estorcere con il ricatto un lasciapassre per il paradiso! Vuole sovvertire le regole.



venerdì 21 giugno 2013

Il caso Cucchi, l’omicido di SanBasilio, il messo comunale.



Qualche giorno fa hanno suonato al citofono della mia abitazione.Un messo comunale doveva recapitarmi un verbale (leggi multa).Ho chiesto all’interlocutore  al citofono se dovessi scendere per ritirareil verbale oppure se preferiva salire al piano: ha scelto quest’ultima opzione.

Non entro nel merito di questo sistema arcaico di comunicazione tra il cittadino e l’amministrazione e quanto questo sistema consenta posizioni di favore e costi ingenti per le casse comunali.
 Il nostro stabile ha l’ascensore ma dopo dieci minuti non si era ancora presentato nessuno.Sento delle voci per le scale, mi affaccio: qualcuno al piano di sopra sta chiedendo dove trovarmi, lo avviso di scendere un piano. “Tra un po’ arrivo da Lei..” mi risponde a distanza, il messo che evidentemente stava recapitando altri verbali.

Passano altri minuti e si presenta un omone in abiti civili con fogli e penna.   
Irritato dall’attesa, lo apostrofo malamente chiedendogli conto del tempo impiegato per salire.   Mi risponde con arroganza: “….mi sta controllando il tempo?... vuole fare polemica?....”, reiterando le domande sempre più nervosamente.
Anch’io mi altero sempre più, non sopporto di essere stato lasciato ad aspettare, seppure in casa, per tutto quel tempo: lo ritengo una mancanza di rispetto ma di più una sopraffazione.        I toni della voce si alzano finché spazientito il messo “ …sono un pubblico ufficiale ….mi dia il documento …La denuncio…..” ; gli chiedo la motivazione, gli faccio notare che sta sulla porta di casa mia a fare quella piazzata, e fortunatamente il diverbio rientra, firmo e se ne va.
 Più tardi apprenderò, indirettamente, che ha raccontato l’episodio a persona di famiglia, anch’essa agente municipale, e di non aver proceduto con la denuncia grazie a tale familiarità    (a lui nota). Perciò  "mi ha graziato” !,  secondo il suo modo di pensare.


  La Dignità Umana – scrive Jurgen Habermas nel saggio “Il futuro della natura umana” – non è una qualità che si possiede per natura, come l’intelligenza o il colore degli occhi. Essa caratterizza piuttosto quella Inviolabilità cui soltanto rapporti interpersonali di reciproco ed egualitario riconoscimento possono dare significato.     


 Cosa hanno in comune gli aguzzini di Stefano Cucchi, la guardia giurata che in una lite stradale ha estratto la pistola ed ucciso un ragazzo di trent’anni ed, ad un livello incomparabilmente  meno drammatico, il mio messo comunale?
Secondo me la totale mancanza di un uguale riconoscimento per la persona dell’altro ; l’attitudine mentale per cui “io sono io e tu non vali un c….., e tu non sei nessuno”!;                    il piacere  di affermare il proprio potere (tanto più meschino quanto più misero) ;                         la certezza dell’impunità  (non potrei denunciarlo io per minacce ed abuso di posizione dominante? Per violazione della privacy, o addirittura per favoreggiamento? Certo: mi riderebbero dietro e dovrei temere le ritorsioni). 
Non è questo che hanno affermato i giudici del caso Cucchi?  a spregio delle ammissioni ("qualche calcio può scappare"?)!


Il raffronto è blasfemo? La citazione non pertinente?
Gli altri mi prendono per pazzo esagerato ed iracondo e tendono a dare ragione al messo comunale.

giovedì 23 maggio 2013

IL VIAGGIO IN BICI DEL 2012 - ROMA-NIZZA OTTAVA


 Sanremo - Mentone - Montecarlo - Nizza - 1 Settembre


La giornata comincia nel migliore dei modi ma non sapevo ancora come e quando sarebbe finita!

Sveglia di buon'ora aria fresca giornata meravigliosa.
Nel prezzo concordato c'è una abbondante colazione nel salone fronte mare che non posso non apprezzare.
Sono pronto per l'ultima tappa: il confine e Montecarlo. Anzi l'idea è fermarmi all'Etap di Menton e raggiungere il principato con il treno per l'ultima sfida alla sorte.

La pista ciclabile termina un km dopo l'albergo e subito all'uscita di SanRemo la strada inizia ad inerpicarsi
dolcemente con curve sinuose che esaltano il mio orgoglio di ciclista perchè salgo come un fuso: supero Ospedaletti e dopo la discesa le prime ville di Bordighera e poi senza soluzione di continuità Ventimiglia.
La fila chilometrica permanente di auto che si genera in questa città per il superamento di un incrocio
rimane per me un mistero, ma è così ogni volta - e sono ormai tante - che l'ho attraversata.

Approfitto del caos per raggiungere la stazione ed informarmi su prezzi ed orari per il ritorno a Roma.
Al bivio per il confine la strada sale verso il tunnel, e temo di non riuscire a salire, ma supero anche qiuesta.
All'uscita della galleria - per fortuna illuminata - pensavo di essere ormai a Mentone; in realtà mancano ancora 4/5 km di salite e discese alternativamente vista mare e vista monte.
Alla fine dell'ultima discesa, l'arrivo al varco doganale di ponte Lodovico mi riempie di soddisfazione!



                                                                                                                                     

Ci sono due ragazzi napoletani accanto al loro Tir in sosta: chiedo di essere fotografato.
Sorridono ironici quando gli dico che è da Roma che pedalo!





Il mare di Mentone e subito all'ingresso l'albergo dove avevo pensato di fermarmi.
Comincia qui il calvario della seconda parte della giornata. L'Etap è pieno ( fine settimana):
cerco invano una soluzione accessibile, ma richiedono come minimo 80€ per dormire: una follia.
Decido di andare avanti finchè non trovo. Sono neanche le due, ma questa cosa mi innervosisce.

Salito in qualche modo a CapMartin, mi riconcilio con il mondo con la vista ineguagliabile del golfo di Montecarlo che seppur visto ormai decine di volte è sempre speciale: fare in bici questi 5 km godendo - per lo più in discesa - ad ogni curva del panorama del mare e della vegetazione è ancora più speciale.

La piazza del casino' ha ogni volta una acconciatura nuova:  un luna park perpetuo con le sue sculture
pazzesche,  i giardini curatissimi di piante ed alberi i più esotici e rari, le grida di gioia dei vari gruppi di turisti che si affannano con le loro macchinette digitali, le auto superlusso che si trovano solo qui .
Per molti questa piazza rappresenta il regno del kitsch: a me da sempre gioia e voglia di vivere.
Celebro anch'io il rito fotografico, celio al telefono con Francesca e mi accomodo su una panchina per consumare una breve merenda: i miei coinquilini si stanno avviluppando e smanacciando di baci e carezze (più lei attempata che lui nero) incuranti del pubblico.

Mi soffermo a pensare alla professionalità di un giardiniere
intento alle sue mansioni e do' una occhiata preoccupata al cielo per metà plumbeo con nuvole minacciose che "franano" dal monte .

 Svanito il progetto di fermarmi decido di ripartire e raggiungere Nizza, dove sicuramente troverò l'albergo alla mia portata.


Imbocco sconsideratamente un tunnel: da una parte potrei andare alla stazione e prendere il treno fino a Nizza (scelta consigliata) dall'altro proseguo verso Cap D'Ail e Nizza : scelta appunto sconsiderata. Dopo poche decine di metri percorsi in galleria vengo fatto accostare dalla volante della police municipale che a sirene spiegata e minacciosa per le conseguenze blocca il traffico in entrata per consentirmi di uscire da dove ero entrato. Mi aspetto conseguenze perniciose ma evidentemente la mia aria di vecchietto sprovveduto fa breccia nel poliziotto più anziano che fortunatamente parla un po' di italaino e dopo avermi
fatto una ramanzina su regole e pericolosità, mi indica la strada che avrei dovuto percorrere.



Mi metto buono buono, rallegrandomi per lo scampato pericolo (il peggiore sarebbe stata una esosa multa)
e riprendo il cammino.La breve salita di Rocquebrune che diventa insostenibile man mano che mi avvicino a VillaFranca.
Mi fermo a scattare foto ad una serie di yackt megagalattici attraccati nel golfo.




Devo scendere dalla bici e risalire a fatica e per un lungo tratto le auto ferme in attesa del semaforo per entrare a VilleFranc. Sono nervoso e comincio ad essere stanco. Non mi godo il panorama o la strada che pure meritano, ma il cambio di programma mi costringe ad un supplemento di fatica che mi sarei risparmiato volentieri.







La strada ora è più percorribile per me e cerco di spingere per arrivare al riparo prima che si scateni
il temporale di cui si sentono, e si vedono, gli effetti tutt'intorno.Finalmente dopo una ennesima curva
in basso la baia su cui si appoggia Nice. Anche questa è una strada percorsa più volte ed il traguiardo imminente rinforza le energie. Una lunga discesa e sono al porticciolo, curva a sinistra sotto il castello
e lì in fondo l'ampio rettilineo della Promenade des Anglais. Cominciano i goccioloni e sono costretto a fermarmi per evitare la fracicata.
Approfitto per controllare l'ubicazione dell'albergo, non vicinissimo al centro, e finalmente un po' bagnato
ma soprattutto snervato non reagisconeanche alla tariffa che mi viene annunciata per dormire € 68,00!
Una vera beffa. Mi porto la bici in camera e mentre fuori finalmente il temporale scarica la sua riserva d'acqua, dopo una doccia calda, mi sdraio sul letto affranto.           

 
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