Cos'è che li fa MUoverE ?

Chi avrebbe detto che una attività così semplice e spontanea - si cammina prima ancora di connettere verbo- poteva determinare una occasione di aggregazione, il ricostituirsi di antiche frequentazioni,risvegliare la voglia di stare insieme e condividere le emozioni di piccole avventure.Eppure guardateli con gli zaini in spalla ripieni di sorprese, attrezzature più o meno consone alla bisogna - animati da spirito di conoscenza, inerpicarsi per boschi e pendii alla scoperta del mondo che li circonda.

Ed allora ci si chiede cos'è che li spinge ad andare ed andare ed andare, cosa cercano, quali le motivazioni.Come al solito è meglio non porsi mai troppe domande:le risposte potrebbero essere deludenti banali scontate.....volgari! Lasciamoli camminare....Non ci interessa dove e perché.

Ci preme che vadano, che vadano ma che vadano pure a...Ecco, appunto!

Brahamana V sec. a.c - Indra esorta Rohita

Non c'è felicità per chi non viaggia, Rohita!
A forza di stare nella società degli uomini,
Anche il migliore di loro si perde.
Mettiti in viaggio.

I piedi del viandante diventano fiori,
la sua anima cresce e dà frutti,
ed i suoi vizi son lavati via dalla fatica del viaggiare.
La sorte di chi sta fermo non si muove.
Allora vai, viaggia, Rohita!
Indra esorta Rohita - (dai Brahamana V Sec. a.c.)

venerdì 14 dicembre 2012

ROMA NIZZA IL VIAGGIO IN BICI DEL 2012 - QUARTA

DA  LIVORNO A RAPALLO   -  24, 25, 26 Agosto

8° Tappa : Antignano Viareggio  (estratti dal diario)

Come spesso accade la visione dall'alto è sempre più suggestiva  perchè nasconde la realtà che a volte risulta deludente:
così il bagno in quel mare in apparenza da favola a cui si accede con una scaletta a precipizio nel dirupo, non è proprio quel che mi aspettavo!


....attraverso la città di Livorno da una periferia all'altra seguendo le indicazioni dell'Aurelia: sfioro la città
vecchia non particolarmente attraente ed esco costeggiando il porto industriale con i silos e le torri della
raffineria dell'Agip.

La strada verso Pisa - 18 Km - è un lungo rettilineo fiancheggiato dai pini piuttosto monotono; supero la città di Tirrenia - la cui esistenza mi era sconosciuta - e l'intensificarsi della presenza di giovani fanciulle di ogni colore, che offrono il loro amore, preannuncia l'avvicinarsi della caserma Nato di Camp Darby.

Con difficoltà raggiungo la perferia di Pisa e mi riposo con una sosta sulle sponde del placido Arno.
Mi fermo ad un McDonald per rifocillarmi e dormire un po': l'aria condizionata del locale non è stata sufficiente per recuperare le forze.
A Viareggio mancano altri 16 Km ed in questo tratto l'Aurelia corre parallela alla autostrada.

....quest'anno solo fichi secchi e niente mare.
Il panorama si apre entrando in Lunigiana: in lontananza le colline bianche di Carrara. La vista mi consola per poco perchè la stanchezza e l'asfalto mi stanno sfinendo: comincio a vagheggiare una bottiglia di acqua Ferrarelle. Al primo supermercato all'ingresso in città è la prima cosa che compro: la scolo con avidità..

Il campeggio è in fondo ad un vialone all'interno della pineta: il terreno sabbioso e polveroso mi fa titubare parecchio prima di scegliere la piazzola migliore: alla fine pianto la tenda sotto gli alberi anche perchè potrebbe piovere.



.....Viareggio è la perla della Versilia grazie alla furbizia ed alla abilità degli amministratori che hanno espanso a dismisura la bella invenzione del carnevale a mare.
Meta del jetset nei locali alla moda alla fine degli anni sessanta ha prolungato la rinomanza con i cinepanettoni di Jerry Calà,antesignani del peggior trush alla  De Sica.
Oggi, anche se i prezzi sono mediamente proibitivi sommando albergo ristorante e stabilimento - una fila infinita -
le presenze continuano ad essere alte, nonostante la crisi, tra classe impiegatizia, commercianti e professionisti. Il jetset ha cambiato lidi, ma le luminarie, certi alberghi pretenziosi dall'aria aristocratica, i menù di alcuni ristoranti, sembrano non essersene accorti e contrastano con l'apparenza popolare dei passanti
che attendono incessanti al loro via vai con soste alle numerose gelaterie e creperie.
L'ambaradam si prolunga per poco più di un chilometro poi tutto finisce, la folla si dirada le luci si spengono.
Quasi si sente il mare.

Ritorno percorrendo la stradina interna degli stabilimenti separata dal viale chiassoso: qui sembrerebbe tuttto più a misura d'uomo.Gruppi di persone sedute sulle sedie a chiacchierare, poca gente a passeggiare, le luci meno fragorose, sembrano quasi godere della brezza marina.....

9. Tappa  Viareggio - Carrara.  Tappa interlocutoria tutta percorsa sulla ciclabile frontemare - che continua a non vedersi nascosto come è dalla successione infinita degli stabilimenti i cui nomi fantasiosi sono la cosa più notevole del panorama: Flora, Dora, Oceano, Nettuno, Eden, Sorriso, Corallo.....Teresita!

Incrocio il mitico nightclub La Bussola tempio vip degli anni sessanta reso famoso dalle incursioni della prima Mina.

...avvicinandosi a Camaiore, e ancor più a Forte dei Marmi, il panorama edilizio si fa via via più lussuoso; la costa è ancora monotona. La pineta in questo tratto è più interna e la spiaggia si estende per chilometri piatta ed uniforme.
Sono ormai alla periferia di Massa: l'ostello che mi ospiterà per la notte è alla periferia nord.
Costeggio due enormi caseggiati sul lungomare completamente in rovina. Uno è la ex colonia marina
- della Montedison? - vanto della lungimiranza di alcuni imprenditori del dopoguerra per consentire le vacanze balneari ai bambini....Erano diffuse sulle nostre coste...oggi non c'è più niente.

.........la struttura che ospita l'ostello AIG è una ex villa che una volta doveva mostrare la sua bellezza ma che oggi, inserita in un contesto di degrado, perde molto del suo fascino ed il recupero troppo oneroso.

...Un autobus mi porta fino al centro di Carrara, molto diversa dai miei ricordi giovinetti. Fotografoopere d'arte arredo di alcune piazze: affascinante la sfera ruotante sospesa sull'acqua. Purtroppo è tardi e non posso visitare le cave; l'incontro con uno scultore /scalpellino risveglia la mia anima documentarista,madifficilmente riscoprirò l'atmosfera epica dei lizzatori che mi aveva
 incantato la prima volta.


 10. Tappa  Massa -  La Spezia - Rapallo.  E' qualche giorno che minaccia pioggia, ma non mi è stato possibile avere notizie aggiornate sul meteo dalla ragazza dell'accoglienza dell'ostello: troppo impegnata a giocare e scherzare con i ....lungodegenti! Il pc pubblico neanche a dirlo è fuori uso.
Lo stato di degrado diffuso è quasi insopportabile per una struttura che partecipa di una organizzazione internazionale......

Decido di partire per La Spezia nonostante la minaccia della nuvolaglia nera sul mare perchè non ho alcuna voglia di restare in quel posto...
.la strada comincia a salire leggermente subito dopo la bocca del Magra, per aggirare il promontorio di Lerici. Ci sono diverse comitive di ciclisti che si dirigono verso Sarzana , una strada troppo impegnativa per me. Alla rotonda del Romito mi lascio a sinistra la strada per il mare e prendo per La Spezia.   
Riesco a godermi la passeggiata perchè la salita non è mai troppo dura, con un paio di lievi tornanti che affronto bellamente, fino al solito tunnel che segnala la fine della salita ed al di la del quale si apre il panorama sul mare e sulla città che è a 7 Km di discesa!

Il programma prevede di saltare le CinqueTerre con il treno fino a Chiavari, saltando il passo del Bracco.
Una situazione tragicomica mi vede protagonista in stazione con l'ascensore che consente il passaggio tra i binari: resto incastrato all'interno dell'ascensore con la bicicletta per qualche minuto... Fortunatamente
riesco a liberarmi senza panico e senza aver creato troopo ...interesse o ilarità tra gli astanti.

...... salgo sul treno con la bici e mi rallegro per essere stato così furbo della pensata di saltare le Cinqueterre.....incauto non sapevo quello che mi aspettava all'uscita di Chiavari!
La strada sale verso il Santuario della Madonna delle Grazie prima e Zoagli poi con una pendenza per me  proibitiva . Sono molto contrariato e nonostante l'incitamento di un gruppo di ragazzette che mi vedono in difficoltà ad affrontare i primi metri gridando "non mollare", sono costretto a scendere quasi subito e proseguire a piedi.

Sarà una specie di calvario perchè inaspettato e perchè la fatica è ormai accumulata. Il panorama di incanto sulla costa sottostante attenua leggermente il malumore: le soste forzate consentono di tanto in tanto di rifocillarmi con i soliti fichi...piccoli e secchi!.
Dopo il solito tunnel in cima la strada scende ripida verso Rapallo dove arrivo in un botto!
La ricerca per dormire si interrompe quasi subito alla pensione Helvetia: 1 stella condotta dalla Sig.ra Giovanna, una ex bella donna sciupata e stanca che rispecchia il giardino articolato un tempo fastoso ma oggi in stato di abbandono: anche qui la manutenzione è troppo costosa.





Mi doccio e mi addormento! Mi risveglio affamato e risolvo, non senza polemiche per la quantità, con una cena in trattoria con menù a prezzo fisso: due piatti di trofie al pesto e frittura! Non male ma il conto......
Scornato mi siedo davanti al Castello/Rocca  ad osservare il via vai dei villeggianti..

Rapallo è una cittadina della Riviera che ha conosciuto i suoi fasti negli anni 60 ...oggi il turismo è  più popolare...Ad un certo punto una musica poco più in là attira la mia attenzione: un ragazzo con chitarra ed attrezzatura supertecnologica, accompagnato da una bella bionda ballerina ha raccolto con sapienza ed abilità un crocchio di persone che lo ascolta partecipando al canto ed al ballo da lui sollecitato.

Sono sempre affascinato da queste personalità eclettiche, non gente comune, che per necessità o per hobby si ingegna con coraggio in esibizioni estemporanee: il ritorno delle mance sembrerebbe troppo esiguo perchè possa configurarsi una attività imprenditoriale, tuttavia l'adunanza da lui raccolta surclassa quella dell'orchestrina ingaggiata dalla gelateria di fronte.....        

 














           

mercoledì 28 novembre 2012

ROMA NIZZA IL VIAGGIO IN BICI DEL 2012 . TERZA

Da Castiglion della Pescaia a Livorno - 21 & 22 Agosto

6° Tappa - ...Per uscire si attraversa un ponte su un canale e alla rotonda si imbocca, neanche a falro apposta, una salita...al 16%!! Non si può fare altrimenti, tagliamo alle spalle il promontorio di PuntaAla.
Neanche a dirlo...la faccio a piedi ed in cima una doppia sorpresa: finalmente un panorama sul mare degno di questo nome con sullo sfondo ben visibile la sagoma azzurrina dell'Elba.
E poi la strada termina ...al cimitero in cui per ventura, sempre alla ricerca di una fonte d'acqua, e grazie alla disponibilità di una gentiel inserviente scopro che lì è sepolto Italo Calvino: "..veramente un bel posto per stare..." commento.

La giornata è cominciata bene.
Mi aspetta la discesa sulla ciclabile, che però finisce quasi subito in un rettilineo lungo senza fine con di fronte le colline che devo superare per forza per arrivare a Follonica.
Mi assale lo sconforto perchè mi rendo conto che dopo la fatica di ieri anche oggi dovrò faticare.

Il falsopiano infatti è proprio falso: procedo lentamente e con grande sforzo e alla fine, segnalato da un paio di prostitute che stazionano speranzose,
la galleria che indica le fine....del tunnel. Subito dopo mi fermo ad un punto panoramico: mi rifocillo con i tarallucci e ...mi abbiocco! Un sonno ristoratore.

Il vialone di ingresso a Follonica costeggia la pineta che porta al mare verso cui si dirigono a frotte; l'uscita dalla cittadina è a palazzoni e rotatorie: una bruttura.
L'Aurelia antica corre parallela in questo tratto a quella nuova percorsa da un traffico intenso,
Mi apettano 18 km di rettilineo tra filari di pini in pianura per 18 KM .Non finiscono mai.
Letteralmente.

A Venturina, dopo essermi tolto la voglia di un bel gelato, comincio a cercare per dormire...
E' pomeriggio inoltrato, il paesino è in realtà una meta termale rinomata - la sorgente termale risale agli Etruschi -  con un paio di alberghi non alla mia portata, sono costretto a continuare .....stremato e quasi piangente... per altri 7 km ...fino a San Vincenzo...

7° Tappa - ... Dormo di seguito per quasi dodici ore! e mi sveglio finalmente ben riposato.

La giornata è bella  e mi sento ritemprato nello spirito e , spero, anche nei muscoli: gli ultimi due giorni mi sono affaticato troppo.
Riparto, bello fresco pulito e cambiato, con l'intento di andare piano e godermi la passeggiata senza l'ansia di arrivare. Mi accorgo infatti che le mete che mi prefiggo la mattina diventano una specie di obbligo del tutto contrario ai miei intenti. Affiornano infatti i primi dubbi!
Sto faticando senza essere compensato nè dal paesaggio nè dagli incontri.
La delusione aumenta la vis polemica che fa tutto brutto, la gente poco disponibile, il confronto con il tour mitizzato dell'anno scorso perso in partenza. Penso di arrivare almeno a Genova - per dare un senso - e poi tornare.

Ma quando rimonto in bici la mattina con l'aria pulita, il cielo terso, i colori, il calore del sole, mi rinfranco
e mi convinco ancor più di quanto è semplicememnte bello andare in bici.
Arrivo a Donoratico tra filari di pini, la telefonata di Francesca mi coglie all'uscita nei pressi di un tempietto circolare che avrei voluto visitare, se non fosse chiuso. Supero Bolgheri- troppo distante per visitare - e mi avvio verso Cecina a Mare dove vorrei fermarmi per farmi finalmente un bel bagno a mare.....


....all'improvviso i comignoli dello stabilimento chimico della Solvay di Rosignano: un paesaggio d'altri tempi.



Sui binari un lungo carro merci ripieno di container, sfila a passo lentissimo costeggiando le mura della fabbrica con i suoi altoforni a doppio cono e le tubature d'acciaio che corrono come alambicchi.a collegare le varie strutture ed infine i camini da cui esce un fumo bianco, denso....
Chissà perchè viene alla mente la cazone ..." ad Auschwitz c'era la neve e il fumo saliva lento..."





Ho voluto farmi immortalare davanti a questa struttura: mi faccio aiutare da un ragazzo nero che però rifiuta di farsi riprendere con un eloquente .." è meglio di no!".

Dalla periferia popolare e ingrigita attigua alla fabbrica di Rosignano, si passa quasi inaspettatamente, a piccole villette eleganti, il traffico si intensifica e là dove c'erano operai qua ci sono i villeggianti: siamo a Castinglioncello, amena ed all'apparenza ricca località marina, ben frequentata con negozi e folla a passeggio.
 Un pò alla volta la strada sale, sale, sale : una costa che credvo piatta si rivela invece bellissima e si alza
sul mare che finalmente si lascia intravedere con panorami a tratti da mozzafiato.
Sto salendo sul "Romito" la collina del livornese, secondo me poco noto e poco frequentato anche perchè fortunantamente poco accessibili le vie a mare che scendono lungo le scogliere di CalaFuria.
Al largo l'isola di Gorgona.

La strada continua a salire ed io sono subito stanco e costretto a scendere e spingere per più tratti.
Numerosi ciclisti, con varie abilità, mi superano e mi incoraggiano; a destra la strada sale ancora di più verso
il santuario di Montenero. Per fortuna non è la mia strada.

Finalmente sono in cima anch'io: davanti a me e per tutta la discesa impegnativa la vista del mare con il riflesso del sole che quasi acceca. Arrivo ad Antignano ed al campeggio Miramare :un nome proprio azzeccato perchè da questa terrazza quassù e a quest'ora del tramonto la vista è proprio spettacolare.....    

lunedì 19 novembre 2012

ROMA NIZZA - IL VIAGGIO IN BICI DEL 2012 - SECONDA

Da Ladispoli a Castiglion della Pescaia in quattro tappe - 17 - 20 Agosto  (estratti dal diario)

2° Tappa ...fortunatamente la strada fatta in più ieri me la ritrovo oggi:
scavallo, a piedi,  per l'ennesima volta la ferrovia e mi ritrovo sull' Aurelia all'altezza di Cerenova.
La corsia di emergenza è in questo tratto bella larga e questo consente una procedura tranquilla in sicurezza.
Fa caldo ma la bici va,  rallentata nei falsopiani e a tutta callara nelle poche discese.

La salita di Santa Marinella, che avevo paventato, la supero con bello stile ad eccezione dell'ultimo tratto
che sfocia in una piazzetta con una bella fontana. Sosta prolungata e via di nuovo.
All'ingresso a Civitavecchia sono esausto ed accaldato sono le due del pomeriggio ed è quasi tre ore che pedalo.Purtroppo il camping è nella zona nord, dopo la centrale Enel, all'interno della fitta pineta.

All'ingresso un prato verde rasato e curato non riesce a mascherare l'assoluta indecenza dei servizi.
La struttura del campeggio - molto esteso - è, come ormai imparato, identica agli altri con viali e sovrastrutture.La pineta non garantisce una frescura sufficiente.
La spiaggia non esiste: un viale polveroso è rialzato sulla bassa scogliera ed il mare è infestato fino a largo da una colonia di alghe che in alcuni punti trattengono schiuma e sporcizia. Alcuni bambini ignari giocano in questo lerciume sotto lo sguardo di madri disattente.
Gli alti camini della centrale a sinistra aumentano la sensazione di degrado, mentre girando lo sguardo verso il sole il mare nella luce del pomeriggio si presenta piatto ed invitante.
Purtroppo neanche qui me la sento di bagnarmi. Sono deluso e stanco 

.........Ritorno al punto di aggregazione, il teatro, attratto da musica pop e salsa : è in corso una lezione di danza del programma di animazione. Quattro stagionate inquartate si muovono in formazione "hully gully"
tentando di seguire le movenze sinuose e sensuali della leader.

E' questa una ragazza sulla trentina mora, carina e bene in carne, con la ciccia morbida ma soda ;
la pelle bianca non abbronzata contrasta con le colorazioni sguaiate delle allieve. Indossa un paio di pantaloni alla indiana ampi e leggeri, ma gli occhiali scuri impediscono di scrutarne espressioni ed emozioni.
 Muove anche e braccia con maestria  ed eleganza ed una qualche dose di sensualità provocatoria, ma assolutamente naturale; complice la stanchezza, mi illanguidisco nel piacere di assistere alle movenze di tutto il corpo della giovane che accompagna con semplicità ed  istintivamente il ritmo della musica.
Al gruppo si aggiungono di quando in quando alcune giovanette e bambine rendendo la visione ancora più piacevole....


3° Tappa -  .Alle 11 sono pronto a ripartire bello riposato. La direzione è verso Marina di Tarquinia lungo la "strada provinciale litoranea" che si sviluppa a zig zag attraverso la campagna costretta a disegnare i confini dei campi,  triplicando un percorso in linea d'aria - e sicuramente lungo la spiaggia - di pochi chilometri.


Siamo distanti dal mare ed il paesaggio dei campi è monotono: i lunghi tratti in rettilineo tagliano le gambe,
ogni tanto si incrocia la ferrovia e via a superare il cavalcavia, l'acqua che ho consumato in abbondanza scarseggia e dove possibile mi fermo all'ombra, ma perlopiù costeggio campi senza vegetazione.
Sono molto nervoso perchè è solo fatica.
Finalmente il deserto, di case e di auto, termina in un lungo viale alberato con ville ed abitazioni: in una di queste si sta svolgendo un rumoroso campo scout segnalato da ampi cartelli.
Siamo in località Montalto di Castro e la strada sfocia, allontanandosi ancora di più dalla costa, nell'ennesimo cavalcavia sulla ferrovia e quindi sull'Aurelia.
L'impatto con il calore dell'asfalto toglie letteralmente il fiato : poco prima ero riuscito a rifocillarmi in un avamposto da Fort Apache: un ditributore di benzina con tanto di bar ed al di là una piazza senza ombre
assolata alla De Chirico. E' l'una dell'orologio, il mezzogiorno del sole.

Decido di fermarmi comunque perchè in pochi metri sono un bagno di sudore e con la salivazione azzerata.
mi asciugo e bevo all'ombra di un cespuglio rinsecchito.
Mancano sette chilometri all'uscita di Montalto  ma  il famoso nastro d'asfalto si presenta in tutta la sua implacabilità e lo stesso fa il sole che non ti risparmia di certo, grande e fisso nel cielo sgombro.
La luminosità è talmente forte che quasi trapassa le lenti delle polaroid.
Le poche auto che sfrecciano spariscono in un secondo: da un finestrino aperto una ragazza urla
"sei un grande....". Non so se essere d'accordo, ma consola ed aiuta.

Finalmente il "guado"  è attraversato e proprio all'uscita dalla statale due meravigliosi ed imponenti  pini
raggruppati  stendono la loro ombra su un chiosco di frutta e verdura. Non mi sembra vero ed in un attimo mi ritrovo seduto su una sedia tipo bar - comodissima - ad addentare avidamente un enorme pomodoro rosso e succoso!. a morsi, quasi alla selvaggia.

... La pineta che fronteggia il mare e corre quasi ininterrottamente lungo la costa da Fregene a Viareggio, è per queste cittadine una vera e propria manna, ed ancor più lo è per i concessionari di aree per il campeggio
che in questo periodo sono stracolmi di...stanziali.! e che fanno una barca di soldi, inventandosi tariffe e tagliole. Il Camping Pionier è quello che ho scelto - quasi obbligato.
Qui la sorpresa è il costo del posto tenda venduto  a pacchetto "..per un minimo di due persone..." : cioè sono solo ma devo pagare per due!. Sono troppo stanco per rifiutare ma mi riprometto di segnalare questo comportamento nella rubrica, piuttosto popolata, degli "Straccioni".

4° Tappa ...Volevo evitare di tornare sull'Aurelia ed il tizio del campeggio aveva suggerito di passare per i laghi di Capalbio, dopo Pescia Romana. Un percorso ciclabile molto frequentato dove avrei apprezzato la flora e la fauna lacustre. Decido però di proseguire sulla statale per non allungare troppo.

L'aria questa mattina sembra più fresca ed,  anche se devo affrontare i saliscendi che si susseguono fino a Capalbio, proseguo senza grossi spasmi , la bici ben equilibrata ed il peso non lo sento: è una strada familiare fatta molteplici volte in macchina. Ogni tanto mi fermo sotto i pini che in questo tratto , ci stiamo avvicinando all'Argentario, si intensificano ai lati della strada. Anche il panorama si modifica: il mare non si vede mai
ma la vegetazione rigogliosa sulle colline segnala l'approssimarsi di Ansedonia .
Supero di seguito le uscite per Porto Ercole e Porto S. Stefano, da cui si raggiungono il Giglio e Giannutri..

Orbetello scalo è a 10 Km ma non si arriva mai, la strada è pianeggiante e scorre veloce .
Albinia, la frazione sulla statale, è una contrada con poche case lontane da tutto, anche se non distante dal mare. Non c'è niente di particolare.
Arrivo finalmente alla zona dei campeggi che raggiungo dopo aver superato un cavalcavia sull'Aurelia.:
il primo campeggio che trovo va più che bene.

Finalmente faccio un bel bagno a mare: il panorama include il promontorio dell'Argentario con le sagome del Giglio e dell'Elba che si stagliano come ombre grigie tra la foschia che il calore produce in evaporazione all'orizzonte......

5° Tappa.   Ho un altro protagonista per la rubrica degli straccioni: la cassa del campeggio! 

Risalgo il cavalcavia e sono di nuovo sull'Aurelia che in questo tratto è privo di corsia di emergenza.
Me ne accorgo dai TIR che sibilano sfiorandomi. Il tarffico è intenso e per garantirmi l'incolumità sono costretto a fermarmi alla prima piazzola di sosta, per fortuna poco lontana.
La sensazione di aver sfiorato la tragedia è manifesta guardando i TIR che si susseguono in continuazione.

Sono in trappola, e decido di aspettare l'ora del pranzo con la speranza che il traffico diminuisca!
Mi stanco presto ad aspettare  e decido di affrontare il tratto di poco più di un chilometro che mi separa dall'uscita per Talamone. Indosso il giubbotto di sicurezza e mi avvio ... a piedi.
 Si tratta di superare un curvone delimitato da un muretto: lo spazio per me e la bici è praticamente inesistente. Sono poco visibile ed anche se il primo Tir allarga la traiettoria per non prendermi, così potrebbe non fare il secondo o il terzo che seguono in sequenza, come vagoni di un treno, lanciati ad oltre cento all'ora. Più volte mi fermo facendomi scudo con la bici e addossandomi al muretto.
Ho proprio paura e sono consapevole del pericolo. Non posso biasimare i conducenti perchè l'azzardo è solo mio. Dopo circa quattrocento metri esco dal curvone e sono più visibile: dopo poco posso salire sulla bici perchè in prossimità dell'uscita.
Me la sono vista brutta.!

......Come mi avevano già informato il Parco dell'Uccellina non è attraversabile.
Non me la sento di proseguire sull' Aurelia perchè tutti gli interpellati mi hanno dato del matto.
Per raggiungere Grosseto devo deviare per ....Montania. Appunto: 13 Km di salita.!

Ormai ho impaarato: all'inizio la salita non è mai così dura e quasi mi compiaccio per riuscire a farla.
Ma ben presto arriva il punto che non vado più avanti, il sudore a fiotti, le gambe non spingono , il cuore supera la soglia fatidica : devo scendere e spingere.
Non mi dispiace camminare. Non passa un'anima, le fattorie sui cucuzzoli che di volta in volta supero sono rade, il latrato dei cani ad ogni passaggio rompe il silenzio. Il caldo non è così insopportabile......

....Alla fine della discesa mi ritrovo sull' Aurelia alla periferia di Grosseto: da qui la "ciclabile"  mi porterà al mare. Sono irritato e piuttosto stanco. Mi aspettavo una strada attrezzata per ciclisti, mi ritrovo una stradina che corre parallela alla provinciale, anzi si dilunga per campi e fossi. E' pomeriggio, siamo in una fossa e l'aria calda quais soffoca..

.....Stoicamente continuo la marcia, all'orizzonte si vede il riverbero del mare; la stradina finisce nella pineta.
Tutto bruciato. Lo sapevo ne avevano parlato al Tg: il calore - o meglio ancora piromani assassini - hanno
incendiato la pineta che è bruciata per diversi ettari. Uno scempio.
Proseguo per altri 17 cjilometri fino a Castiglion della Pescaia: Ho percorso oltre 60 KM.